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Antiquariato

Oggetti di antiquariato: il fascino è di casa

L’evoluzione architettonica così come gli archetipi interpretativi degli stili che ad essa si associano, è caratterizzata dal susseguirsi di mode temporali che imprimono identità agli ambienti che arredano.

Prerogativa associabile è fornita dal progresso tecnologico che l’industria del mobile attua nella realizzazione di modelli, strutture e funzionalità all’avanguardia in cui l’estrema necessità dell’originale, dell’insolito o addirittura dell’audace, comporta un’esasperazione dell’ interior design.

Esasperazione che, spesso, si traduce in una snaturalizzazione del concetto di effettivamente bello, cui segue un percorso di ridimensionamento concettuale conosciuto come minimal, ossia l’essenzialità dell’arredamento ridotta quasi a una sistematica povertà d’insieme degli elementi.

Questa piccola introduzione è il fondamento che giustifica il sempre maggior interesse che l’antiquariato riveste nel panorama dell’arredamento contemporaneo, latore di un messaggio recepibile da qualsiasi designer, capace di poter essere, anche solo nell’inserimento di un singolo oggetto, motivo di rivalutazione dell’intento e del prestigio stilistico.

Antiquariato è, per accezione, l’attività rivolta a fare incetta di oggetti che hanno un certo trascorso storico, di valore attribuibile al loro periodo, alla fattura, riconducibile allo stile di un’epoca, si potrebbe avanzare, che abbia intrinseco un fascino e appetibilità tali da farli apprezzare ma soprattutto desiderare.

Di conseguenza l’antiquario è colui il quale si adopera in ricerche e valutazioni che spesso lo portano a contatto con meraviglie, in particolare nel vasto segmento dei mobili antichi, cui l’indubbia maestria di chi le ha prodotte trova riscontro nella capacità di chi sa apprezzarne la qualità.

L’utilizzo di elementi d’arredo antichi o, volendo usare un termine importato dalle scuole di design anglosassoni, vintage, è una pratica che si riscopre un po’ in tutte le ere architettoniche, basti pensare che essa era già in auge presso gli avi latini, che amavano adornare i propri spazi abitativi con opere dell’età ellenistica, segno di opulenza ma soprattutto decretanti un certo status.

Ed effettivamente rapportando in proiezione moderna l’intento, il gusto soggettivo di adoperare mobili antichi o pezzi di antiquariato a loro complemento, dà un certo spessore anche all’arredamento meno pretenzioso, oltre a rappresentare un punto di attrattiva e discussione, in grado di focalizzare e far convergere persino punti di vista stilistici divergenti.

L’antiquariato, per antonomasia, è riconducibile ad una passione, si potrebbe anzi esprimere come sensibilità che si accresce quanto più l’oggetto trasmette la sua reale funzione, ossia congelare il tempo, portando colui che ne entrerà in possesso l’atmosfera, le sensazioni, quasi la vivida tattilità presente nel materiale di un’epoca passata, a cui inconsciamente ci si sente legati.

In ciò si concretizza l’impegno dell’antiquario, vale a dire saper interpretare in maniera quasi psicologica lo stato d’animo che accompagna chiunque si senta attratto dall’antiquariato, consigliando sapientemente e orientando la scelta sul pezzo o sull’insieme, divenendo il pigmalione in grado di descriverne utilità e riferimenti.

In questo senso i mobili antichi sono gli elementi che più di altri riescono a catturare l’attenzione non solo degli appassionati e cultori della materia, ma anche dell’osservatore più distratto, poiché possiedono un magnetismo in grado di imprigionare qualsiasi visione temporale e ambientale.

Non a caso la tendenza dell’architettura moderna, rispolvera spunti da diverse tecniche del passato, adoperando, ad esempio, elementi materici basilari come la pietra naturale o il legno, contestualizzandoli in progetti d’arredo in cui l’antiquariato trova terreno fertile.

Gli oggetti, i complementi o i mobili antichi, possono costituire anche l’intera idea di arredamento di interni di una casa, purché il loro equilibrio sia dosato nei morigerati intenti di risaltare la bellezza dei singoli pezzi, ovviando ad un assembramento eccessivo, degno forse più di un museo, o antiquarium appunto, che non di un contesto abitativo.

Antiquariato vuol dire saper riconoscere e apprezzare anche quello che potrebbe risultare agli occhi del profano, l’oggetto più trascurabile o insignificante, permeandolo di un valore che si spinge ben oltre la semplice quotazione.

Difatti alcuni degli oggetti battuti nelle aste più rinomate a livello internazionale, concretamente possono anche non avere chissà quali pretese costruttive, ma, come sottolineato, un propria caratura interna che si rivaluterà nel corso degli anni, e che eleva a irrinunciabile certezza l’aver acquisito un vero e proprio oggetto del desiderio.

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