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Quel tesoro in soffitta che non sapevi di avere

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Quel tesoro in soffitta che non sapevi di avere

Mobili vecchi di valore

Nelle nostre case molto spesso si nascondono oggetti di valore di cui non si è a conoscenza: si tratta dei cosiddetti “mobili della nonna“, vecchi pezzi d’arredo ereditati dai propri genitori o nonni. In genere questi arredi sono accostati ad altri di fabbricazione più moderna nei vari ambienti domestici, tuttavia in diversi casi sono stati trasportati in soffitta oppure in cantina perché considerati fuori moda o non adatti allo stile della propria casa.

In realtà i vecchi mobili di valore sono oggetti sempre più apprezzati e che sono venduti a buon prezzo sul mercato come pezzi vintage oppure antichi, realizzati usando legni di pregio, resistenti e dalle splendide venatura, come il noce, la quercia, il ciliegio, il mogano e il palissandro. Anche i mobili degli Anni Sessanta e Settanta sono tornati di moda in quanto si caratterizzano per linee squadrate, un design minimal e superfici cromate.

Non bisogna dimenticare che generalmente nell’arredamento le tendenze saltano una generazione: di conseguenza la moda dei nonni può essere riproposta ai nipoti con successo. Ecco perché è bene non sottovalutare nè dimenticare i mobili conservati in soffitta o in cantina.

Antiquariato e vintage sono ambiti del settore dell’arredamento che consentono di valutare e apprezzare oggetti che agli occhi dei non esperti possono sembrare poco attraenti, interessanti e privi di valore. Invece questi pezzi hanno una quotazione che va oltre la semplice stima funzionale, estetica e costruttiva del mobile.

Come stimare mobili vecchi di valore

La stima dei mobili vecchi di valore dipende da diversi fattori. Innanzitutto occorre valutarne la qualità, sia dal punto di vista della funzionalità che dell’estetica. Cassetti e ante devono essere a chiusura morbida e i materiali di buon livello: ciò vale anche per le imbottiture, le cromature, i vetri, i rivestimenti e le finiture. Si tratta di dettagli che influenzano il prezzo finale.

Un altro aspetto da considerare sono le condizioni dei mobili vecchi di valore. Se hanno superato la prova del tempo e sono in ottimo stato, la loro quotazione sarà più alta. Se invece sono presenti crepe, ossidature, scheggiature, graffi e macchie oppure se l’impiallacciatura è danneggiata e mancano alcune parti, il valore diminuisce.
Ad esempio un intervento di restauro prima della vendita in caso di cattivo stato di conservazione, può ridurre il prezzo di circa il 30%. Comunque è bene tenere a mente che i mobili vecchi di valore possono anche essere considerati dei veri e propri oggetti vintage piuttosto che di antiquariato.

In questo caso graffi e scheggiature non costituiscono un problema e non fanno diminuire la quotazione del pezzo. In secondo luogo bisogna valutare l’epoca di costruzione degli arredi: i mobili vecchi di valore in genere sono quelli realizzati fino a metà dell’Ottocento. Invece i pezzi dei decenni successivo a questa data possono avere una quotazione ridotta anche del 20% rispetto ai modelli più antichi.

Al tempo stesso occorre tenere a mente che la qualità e il pregio del legno può sopperire il grado di anzianità del mobile. Infatti sono maggiormente valutati mobili vecchi in legno massello di noce, mogano, ebano e palissandro rispetto ad arredi realizzati con essenze quotate di meno sul mercato.

Anche la provenienza consente di stimare i mobili vecchi di valore. Hanno una maggiore quotazione sul mercato i modelli di produzione francese, siciliana oppure del Centro Italia. Invece gli arredi di provenienza inglese rientrano in una categoria che viene considerata di meno.