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Il 700 un epoca importante per il mercato dell’antiquariato

Il 700 un epoca importante per il mercato dell’antiquariato

Il settecento é un periodo storico ricco e fiorente per il mondo occidentale; correnti culturali e stili differenti riempiono questo secolo di storia, arte e di caratteristiche peculiari. È un’epoca vivace da un punto di vista artistico e i pezzi d’antiquariato di questo periodo hanno un’anima e un’identià uniche ed estrose; per i collezionisti possedere un mobile antico, un pezzo unico datato 1700, é motivo di grande orgoglio.

Un mobile antico é un complemento d’arredo che coniuga ricchezza estetica e storia, un cimelio di famiglia che rende preziosa un’abitazione, qualunque sia lo stile con cui essa é arredata; un oggetto unico per definizione, anche perché costruito dalle sapienti mani di artigiani che non avevano idea che due o tre secoli più tardi la loro maestria sarebbe stata rimpiazzata dalle catene di produzione.

Cerchiamo di capire, di seguito, qual è l’atmosfera culturale che ha contraddistinto il 700 e quindi qual è il substrato che ha partorito le meraviglie dell’antiquariato che tutti i collezionisti desidererebbero possedere.

Il quadro storico

I primi anni del 700 sono caratterizzati dal declino del Barocco: le sue forme maestose ed eclatanti sembrano aver stancato le grandi corti europee. I sovrani del vecchio continente non s’ispirano più alle mode imposte dalle grandi città italiane, come Firenze o Roma, bensì a Versailles. La luminosa città francese, nota per la sua reggia, residenza estiva che vide il suo splendore grazie al re sole, é nei primi decenni del XVIII secolo la culla di quello che viene definito style nouveau. Questa corrente culturale é caratterizzata da linee più semplici, meno elaborate e più essenziale del pomposo barocco seicentesco; questo stile è secondo alcuni più raffinato per altri, come i neoclassici, un’ aberrazione di semplicità, tanto da meritare l’epiteto, nato come dispregiativo, di Rococò.

In Italia il Rococò, prende il nome di Barocchetto. Nelle abitazioni nobiliari, i grandi saloni dedicati dalle feste e a celebrare le occasioni importanti, non sono parte integrante delle vita quotidiana che si svolge in ambienti più piccole e modesti; con l’avvento del Rococò anche questo tipo di stanze viene reso più accogliente e confortevole, aggiungendo arredamenti in grado di accogliere ed ospitare ospiti e familiari. I mobili, devono essere sinonimo della ricchezza di chi li possiede, ma soprattutto integrare utilità e praticità per non sottrarre spazio e aumentare il comfort dei residenti.

La fine del secolo, vede l’imporsi della rivoluzione francese e dei suoi strascichi culturali, il Rococò evolve e diventa Neoclassicismo. Luigi XVI, veicola il passaggio verso uno stile più austero, privo di sfarzi e fronzoli, contrariamente a quanto aveva caratterizzato il secolo precedente dominato dalla corrente Barocca. Questa corrente culturale, che s’imporrà prepotentemente nel secolo successivo in Europa, vede un progressivo ritorno alle forme classiche, semplici pulite che si traduce per quanto riguarda l’antiquariato in mobili, semplici, poco lavorati e molto essenziali; non cambierà infatti la tipologia dei mobili ma soltanto la forma.

Caratteristiche dei mobili antichi del 700

Per quanto riguarda le decorazioni, i ricchi mobili Barocchi diventano meno sontuosi e più modesti: putti e cariatidi vengono sostituiti da forme armoniche, d’ispirazione naturale come foglie, fiori, conchiglie ed altri. Le traverse di sostegno scompaiono e i mobili più leggeri e di dimensioni inferiori hanno gambe sottili ed eleganti, con forme simili alla lettera S. Avvicinandosi alla fine del secolo, i decori diventano ancora più essenziali e prendono piede le forme geometriche come rosoni e greche. Il mobilio diventa dritto ed essenziale, sparisce il senso di morbilità, le gambe diventano lineari, a forma di piramidi rovesciate.

Il mobile simbolo del 700 è la commode: un cassettone, dall’estremità sferiche, che poteva prevedere 3 cassetti impilati uno sull’altro oppure due file da 2 cassetti per un totale di 4. La commode aveva gambe la cui forma ricorda molto le zampe dei caprioli, tanto che vengono definite. In questo secolo nascono mobili prima mai realizzati, come ad esempio la toilette, una piccola scrivania con finti cassetti, scomparti interni segreti protetti da una specchiera mobile, installata nella parte superiore. Si diffondono inoltre anche detti scrittoi a ribaltino che erano essenzialmente dei tavoli sormontati da un piano inclinabile e con lo stesso principio vengono realizzati anche numerosi tavoli da gioco.

In Italia il Barocchetto da vita ad una forma di artigianato localizzata principalmente nel Veneto e in particolare a Venezia. L’ex repubblica marinara, già nota a tutti per i suoi preziosi mobili laccati e dipinti vede lo svilupparsi di una tipologia d’arredamento di dimensioni ridotte rispetto al passato e con tipologie di decorazioni più eleganti. Questo stile contraddistingue l’antiquariato veneziano per molti anni, ben oltre il 700. Oltre che nel Veneto importanti esponenti dell’artigianato settecentesco sono i genovesi tra cui va citato Anton Maria Maragliano e non vanno dimenticati i Piemontesi: celebre è l’esempio di Pietro Piffetti che arricchi la corte dei Savoia con veri capolavori Rococò.

Come riconoscere un pezzo d’antiquariato da un falso

Per chi non è del mestiere è facile imbattersi in pezzi d’antiquariato falsi spacciati per originali o semplicemente mobili che sono sì antichi, ma non abbastanza da poter essere considerati pezzi d’antiquariato; benché non sia difficile trovare un mobile di questo tipo d’acquistare è necessario accertarsi che presenti le giuste caratteristiche e quindi abbia esattamente il valore proposto dal venditore. Per prima cosa, bisogna precisare che un mobile può essere considerato antico quando é stato costruito più di 150 anni prima, altrimenti si è confrontati ad un pezzo che è semplicemente poco recente.

Il primo fattore da osservare per distinguere un mobile antico da uno che, purtroppo per lui, è solo vecchio, è la compattezza del legno: se si è di fronte ad un mobile troppo compatto probabilmente si tratta di un falso o di una riproduzione anche se l’interlocutore afferma il contrario. Un mobile antico si presenta fragile, polveroso e tende a sgretolarsi; certo bisogna considerare eventuali trattamenti di restauro subiti, che non vanno però ad influire in maniera significativa sulla consistenza della materia prima. In linea generale un mobile antico mostra in maniera manifesta i segni del tempo.

Un altro fattore fondamentale é il colore: un mobile antico presenta una distribuzione cromatica particolare, che è impossibile riprodurre artificialmente; molti tipi di legno, ad esempio Ciliegio e Noce, subiscono delle variazioni di tonalità con il passare degli anni ed é proprio questo che rende il colore così unico. La patina dovuta al deposito di polveri e altre impurità invece, è replicabile artificialmente, per cui non è garanzia di autenticità del cimelio. Infine é molto utile osservare la lavorazione ricordandosi che si tratta di artigianato antico, quindi di pezzi fatti a mano con tecniche lontanissime da quelle attuali.

Bisogna diffidare perciò di mobili troppo perfetti, in quanto anche il più abile artigiano lavorando con martello e chiodi ha sicuramente dato luogo a piccole imperfezioni, ad asimmetrie e parti meno regolari di altre. I lavori fatti a mano, sono proprio contraddistinti dalle irregolarità che sono peraltro garanzia di veridicità e di autenticità. Quindi deve preoccupare la troppa perfezione, mentre la presenza di piccoli difetti deve rassicurare l’acquirente. Se, pur avendo osservato gli elementi sopraelencati, si é ancora incerti, é sempre utile ricorrere ad una perizia da parte di un antiquario o di un restauratore che potranno con la loro esperienza e professionalità datare il mobile in questione e decretare con certezza la sua autenticità.